domenica 6 giugno 2010

Dal diario magnetico di Alex S.

Nella prossima vita voglio decisamente essere un uomo. Senza scherzi.
Così la parola libertà avrebbe senso, al contrario di adesso.
Ma a chi la vogliono dare a bere quando dicono che le donne hanno raggiunto la stessa libertà degli uomini?
Sarebbe ora di far un pò di spesa e comprare qualche grammo d'autostima, piuttosto, non mi farebbe male.
E anche un pò di carta stagnola per non farmi bruciare.
E' come se fossi chiusa in uno scrigno buttato nell'oceano. Il punto è che non sono circondata da pesci rossi, almeno così avrei qualcuno intorno.
Ed invece sono il conducente morto della mia vita altrettanto morta e sbando su binari già fin troppo deragliati.
Ci vorrebbe una bomba atomica per farmi aprire gli occhi e forse mi accorgerei che di pesci rossi ce ne sono fin troppi ed io neanche li vedo.
Ultimamente divoro libri come fossero spaghetti e si nota dal fatto che inizio a ritagliarmi modi di scrivere ed esclamazioni ricorrenti, Cristo! E non mi piace, perché ero io quella che imparava tutto da sola.
Ad ogni modo faccio liscia la strada in attesa che arrivi qualcosa di sconvolgente, anche se non credo che ora come ora riuscirei a sconvolgermi eccetera eccetera. E’ tutto un grande sasso, un enorme sasso che ti si schiaccia in testa, e quando sei schiacciato non puoi mica liberarti, cerchi solo di non morire soffocato. Io per esempio non vorrei morire soffocata.
Una volta era tutto diverso. Una volta si viveva e basta, non esistevano problemi o che so io. C’era la parola Vita, che è sempre stata tra le mie preferite in assoluto. E sarei una bugiarda nel dire che non mi manca niente, a pensare che non sono sotto quel grande sasso. Oh, se lo sono. Perché alla fine è stato tanto tempo fa, quando facevamo finta di avere una band punk con il nome più strano che ci sia, che eravamo felici. Quando non si dava retta a niente e a nessuno e non esistevano i brutti voti a scuola o le calate di pacco dalle persone care. Tutto era chiaro. Giallo come il sole. E non faceva neanche male a fissarlo per più di cinque secondi. Quando faceva underground scolorirsi i capelli ed ubriacarsi tutte le sere (eravamo agli inizi) scolandoci litri di birra e reggere chi non ce la faceva a camminare e i rimproveri perché esageravamo troppo e gridare a squarciagola le canzoni dei Nerorgasmo in mezzo alla strada, e.
Siamo state l’esercito del serT e lo saremmo state tutt’ora, solo un po’ cresciute, un po’ incurvate (in tutti i sensi).
Che alla fine sorrido ancora quando ti vedo.
Una volta si viveva e basta

4 commenti:

empty ha detto...

Questo post è davvero fantastico. Mi è piaciuto molto, scrivi in modo adorabile.

w a w a . ha detto...

forse perchè sei empatia, tu : )
grazie mille.
muuà **

Francine ha detto...

Hello, how low?

w a w a . ha detto...

With the lights out it's less dangerous .